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A22, gara europea per la concessione

di Orfeo Donatini wBOLZANO Il ministro dei Trasporti Corrado Passera ha comunicato ieri al presidente altoatesino Durnwalder ed al governatore trentino Dellai la decisione di mettere in gara europea il rinnovo della concessione trentennale dell’autostrada del Brennero e di aver ordinato all’Anas la pubblicazione immediata del nuovo bando di gara. Il governo Monti insomma non si smentisce: nei confronti delle autonomie speciali, in particolar modo di Bolzano e di Trento, intende palesemente mettere in atto un vero e proprio piano di progressiva demolizione che passa dal decreto “Salva Italia” a quello “Cresci Italia” con il taglio di centinaia di milioni di euro dai rispettivi bilanci per arrivare alla Spending review che mette mano alla sanità e all’organizzazione dell’amministrazione fino al piano risparmi del commissario straordinario Enrico Bondi che impone tagli agli acquisti del’Asl per 9 milioni di euro. Per ora sull’A22 si tratta di una comunicazione che il governo ha messo in campo in via preventiva e ancora non si conoscono quali saranno i contenuti del nuovo bando europeo: se sarà semplicemente quello di un anno fa aggiornato solo nelle date di scadenza dei termini per la presentazione delle offerte, oppure se quei vecchi criteri di valutazione - “insufficienti ed inadeguati” tanto da essere impugnati davanti al Tar da A22- saranno aggiornati magari prevedendo una valenza pesante per il piano di finanziamento trasversale “gomma-rotaia”. Ovvero quella strategia tanto cara agli azionisti di riferimento dell’Autobrennero - le Province di Bolzano (7,6%) e Trento (5,3%) con la loro Regione (32,2%) - che per un verso hanno già accantonato un tesoretto da mezzo miliardo di euro e per altro verso si sono detti disponibili a sostenere con un piano finanziario trentennale l’investimento per il tunnel ferroviario del Brennero. Di certo rilanciare la gara europea in questo momento disattendendo ogni sollecitazione delle istituzioni territoriali - che non hanno mai proposto obiettivi meramente egoistici, ma solo di essere protagoniste di un progetto strategico come l’eurotunnel accollandosene gran parte dei costi - suona come una sorta di “colpo di grazia” nei già delicatissimi e compromessi rapporti con Roma. Durnwalder, che si dice «molto deluso purchè i nostri timori si sono avverati. Certamente parteciperemo in og ni caso alla gara. Nessuno può offrire condizioni così generose come noi, rinunciando all’utile a favore del tunnel del Brennero». Più articolato e critico Lorenzo Dellai: «Abbiamo ancora qualche freccia al nostro arco. La battaglia - sostiene infatti - è difficilissima ma intendiamo giocarla fino in fondo. Si tratta dell’ennesimo episodio di una lunga vicenda di totale incomprensione fra i soci pubblici di A22 e i governi che si sono succeduti alla guida del Paese. Questa decisione - aggiunge - non tiene conto di tutto ciò che è stato detto e scritto, anche nelle leggi dello Stato, negli ultimi anni, e rischia di impoverire il sistema-Paese del controllo di un’importante infrastruttura connessa alla porta dell’Italia verso l’Europa». E sono state le considerazioni che Dellai ha espresso ieri al ministro per lo Sviluppo economico, Corrado Passera, nel corso di un colloquio telefonico. «Di sicuro - ha concluso Dellai - la vicenda non si può ritenere conclusa posto che la società e i soci pubblici non sono per nulla intenzionati a prendere semplicemente atto di questa decisione». ©RIPRODUZIONE RISERVATA