04 agosto 2012 —
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sezione: Nazionale
BOLZANO «Speriamo di ottenere i soldi per risistemare le scuole, se non ce la faremo vuol dire che saremo costrette a rivedere il progetto. Noi restiamo fiduciose». Suor Augusta Keller, responsabile dell’Istituto Marcelline, non ha dubbi: «Il momento è delicato, stiamo a vedere quel che succede. Sappiamo le ultime notizie dalla stampa, a noi nessuno dice nulla. Mai vista una lettera ufficiale». A ben guardare negli anni i soldi per ristrutturare ed ampliare scuole private parificate sono andati un po’ a tutti. Fondi a pioggia ai Francescani, al Rainereum, ultimamente anche all’Ordine teutonico che ha innalzato tra le vigne l’imponente convitto di via Weggenstein, ma a far discutere sembrano essere soprattutto le Marcelline. Il sindaco Luigi Spagnolli, a proposito, ha appena respinto la proposta che vedrebbe la Provincia accollarsi i costi di ristrutturazione e ampliamento di scuole superiori e medie, se il Comune si farà carico di scuole materne ed elementari. «Possiamo finanziare solo le materne. Anche le Marcelline dovrebbero partecipare al finanziamento». Suor Augusta ha recepito perfettamente il messaggio: «Il sindaco non ci sta ma a noi non l’ha ancora detto. Vediamo». Ma se il Comune si rifiuta di sborsare parte degli 8 milioni di euro che servono per le elementari, cosa faranno le Marcelline, pagheranno di tasca loro? «Se non riusciamo ad avere il denaro che serve rivedremo i progetti, altro non posso dire». Le trattative sono aperte e l’assessore ai lavori pubblici del Comune, Luigi Gallo, ribadisce il suo no: «Non mi ritengo un feroce anticlericale né un laicista impenitente. Ma trovo comunque insostenibile oggi come oggi l'ipotesi di finanziare la ristrutturazione delle scuole private Marcelline con 12-13-14 (?) milioni di soldi pubblici». Prosegue suor Augusta: «La nostra scuola che opera a Bolzano dal 1935, necessita di una ristrutturazione radicale, “dichiarazione” degli ispettori che l’hanno visitata nel maggio del 2011; la Congregazione delle Suore non è in condizioni di sostenere tale spesa, può solo concorrervi in parte. La partita allora è questa: o il pubblico (Comune e Provincia) riconoscono il servizio e l’importanza per il territorio, che va ben oltre il Comune di Bolzano, ed allora si comprende che i soldi non sono dati ad un privato, ma ai cittadini di questo territorio; diversamente la Provincia di Bolzano perderà un polo educativo significativo, non allineato al sistema, ben radicato nella sua storia». ©RIPRODUZIONE RISERVATA