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Lusi: «Sui soldi dirò tutta la verità»


 ROMA. «Io ho gestito 214 milioni di euro del partito e ne ho lasciati 20 in cassa. Facciamo finta che ne abbia presi 7, poi ho pagato sei milioni di tasse e arriviamo a questi famosi 13 milioni di euro. Ne rimangono 181... dove sono finiti? Li abbiamo usati tutti per pagare il personale e i telefonini?». Luigi Lusi «vuota il sacco» in tv da Michele Santoro. E lo fa a partire da una corale chiamata di corresponsabilità dei suoi ex compagni di partito che finora hanno negato, senza eccezione alcuna, di avere mai saputo nulla degli affari del tesoriere. A cominciare da Francesco Rutelli, oggi leader dell’Api.
 «Tutti sapevano tutto. O meglio chi lo doveva sapere lo sapeva. Se ho finanziato Rutelli da quando è andato all’Api? La cosa incredibile è che se tu hai raccolto 100 lire per strada e te le tieni in tasca, poi ti metti pure a dire che è giusto restituire i soldi che trovi per terra e che non sono tuoi? Stai zitto no? E invece lui parla. Questa partita è molto più grande. Questa partita fa saltare il centrosinistra», assicura Lusi a «Servizio Pubblico».
 Parole pesanti, destinate a scatenare polemiche e reazioni. Intanto si aggrava la posizione giudiziaria dell’ex tesoriere, espulso dal partito appena scoppiato lo scandalo. Sul fronte delle indagini i magistrati della procura che stanno indagando sul caso sono convinti che la cifra sottratta da Lusi in cinque anni, dal 2007 al 2011, non sia di 13 milioni ma di almeno 18-20 milioni. Lusi avrebbe incassato 5,3 milioni in assegni in bianco, più un altro milione dal conto della Margherita aperto presso la Bnl. Ieri dalla procura di Roma è partito un provvedimento di sequestro urgente per altri due milioni di euro dai conti dell’Allianz Bank e di cinque appartamenti a Capistrello (L’Aquila) e di Villa Elena, a Genzano.
 I pm romani, Alberto Caperna e Stefano Pesci, hanno indagato anche la moglie di Lusi, Giovanna Petricone, il cognato Francesco Giuseppe Petricone e la nipote acquisita, Micol D’Andrea. I reati contestati a secondo delle posizioni sono quelli di ricettazione, riciclaggio e intestazione fittizia di beni. Giovanna Petricone è accusa per aver ricevuto dal marito assegni per oltre 3 milioni di euro ed è indagato, insieme al fratello, anche per ricettazione e concorso in riciclaggio. Al cognato Lusi avrebbe girato un milione e 601mila euro tramite la società di diritto canadese Luigia Ltd da lui amministrata. Episodio che configura nei confronti di Lusi, della moglie e dello stesso cognato, il reato di trasferimento fraudolento di beni. Micol D’Andrea è invece indagata per impiego di denaro di provenienza illecita e di concorso con lo stesso Lusi di trasferimento fraudolento di beni per aver assunto la titolarità dell’usufrutto di Villa Elena ad Ariccia.
 «Sono sostanzialmente provate a carico di Lusi - si legge nelle 15 pagine del decreto di sequestro - sottrazioni dal conto Bnl della Margherita per circa 18 milioni di euro. Sono pressochè certe inoltre le ulteriori sottrazioni per almeno 3,6 milioni di euro che emergono dalla dichiarazioni di un imprenditore che ha fatto dei lavori di ristrutturazione a Capistrello (il paese natale di Lusi). Molti sospetti rimangono sul milione di euro prelevato in contanti e circa 3,5 milioni di assegni liberi allo stato non ancora tracciati, più una serie di bonifici sospetti da approfondire».
 

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- Maria Berlinguer