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«Una navetta per Aslago»


 bolzano. «Anch’io abito ad Aslago, e vivo in prima persona i problemi del quartiere». Chi parla è l’assessora alla mobilità Judith Kofler Peintner, che interviene sull’isolamento che soffrono gli anziani residenti delle case popolari del Cep. Una scala di trecento gradini malfermi li separa dalla città, poche corse di autobus e fermate lontane. Negli anni passati i residenti avevano assistito ad una corsa sfrenata alla presentazione di progetti avveniristici di recupero dei collegamenti del rione, tra cui una scala mobile sul modello barcellonese e una funicolare a più stazioni fino a Castel Flavon. Nulla di fatto, finora. «L’unico vero progetto praticabile - spiega l’assessora - è quello dell’allargamento della strada che permetterebbe il transito di un bus fino alle case più in alto». Parlare di scale mobili o altro, al momento, rasenta il ridicolo, commenta Kofler Peintner: «Il progetto attuale è concreto, senza fronzoli e ben studiato». Il Comune ha già stanziato 400 mila euro, e il progetto è in itinere. «Ma non sarà immediato». Tra la crisi, il patto di stabilità, i tagli ai lavori pubblici, Kofler Peintner non azzarda un pronostico. «Esiste la possibilità, ancora da valutare, di una soluzione tampone». Il pulmino che fa il giro dei castelli potrebbe fare qualche sosta nell’orario mattutino per prestare servizio agli anziani del Cep, integrando le due linee Sasa già presenti. «Ne parlerò con gli altri uffici coinvolti» che sulla scala in condizioni pietose, ammette essere sfuggita dalla lista dei lavori di ordinaria manutenzione. «Faremo subito un sopralluogo per verificare le condizioni di stabilità e sicurezza, e procederemo al più presto con una ristrutturazione». Lo stesso vale per l’illuminazione, che sarà migliorata o installata dove non presente. «Purtroppo non è la soluzione di tutti i problemi - sospira Peintner - ma è il massimo che si può fare al momento; riguardo al commercio di vicinato, che negli anni è andato scomparendo in tutta la zona, consiglierei agli anziani di verificare la possibilità del servizio spesa a domicilio, che l’assessore Randi ha lanciato in tutto il Comune». Ma lo spazio per l’iniziativa privata ci sarebbe, assicura Peintner, «si potrebbe prendere d’esempio l’iniziativa dei piccoli centri di montagna in Germania, aprendo una caffetteria-minimarket con servizio postale, magari anche in forma cooperativa». La palla passa ai bolzanini, «potrebbe bastare anche un furgoncino che fa il giro due volte a settimana, magari di qualcun che ha già la sua attività in città».
 

© RIPRODUZIONE RISERVATA

- Riccardo Valletti

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