ARCHIVIO Alto Adige dal 2004

Senza Titolo


CACCIATORI E NO
Non capisco perchè la gente
spari ancora agli uccelli

In questi giorni di freddo mi trovo spesso a passeggiare su di un ponte su di un fiume. E quando l’attraverso,a piedi mi soffermo a vedere come sono ridotti gli alberi rimasti lungo le sponde. Dico pochi alberi perchè c’è la criminale moda di abbattere tutto ciò che è vegetazione e che nasce lungo gli argini dei fiumi. Ma vedo anche cose che mi rallegrano e mi fanno riappacificare col mondo ossia i vari uccelli come cormorani,piccole anitre, garzette ed altri volatili che stanno in questo posto per cibarsi. Mi fermo a guardarli ma,immediatamente, mi viene alla mente che ci sono persone che vedendo qualcosa che vola e che ha le penne o piume, anziché gioire della visione,gli prende la bramosia di ucciderli.
 Questi esseri crudeli e menefreghisti e che si vantano di essere ecologicamente impegnati nelle varie salvaguardie ambientali e che danno di fanatici agli ambientalisti veri,si chiamano cacciatori.Questi signori vorrebbero sparare tutto l’anno e a tutto. Meno male che il codice penale ci salvaguarda un pò,altrimenti inventerebbero gli animali donne a fare da richiamo agli animali uomini onde mirare e sparare.
 Rosy Violi

DISEGNI DI LEGGE
La Svp e la toponomastica
Una insistenza anti-statutaria

Dunque la Svp si appresta a mettere in discussione in consiglio provinciale la legge sulla Toponomastica. Legge che è attesa da ormai cinquant’anni, a norma di Statuto serve esclusivamente per accertare l’esistenza e approvare la dizione della toponomastica tedesca che secondo l’articolo 101 dello Statuto deve essere usata “nei riguardi della popolazione di lingua tedesca”.
 Qualsiasi attacco allo Statuto, sia nel suo articolo 8 (che concede la competenza alla provincia in materia di toponomastica ma solo”fermo restando l’obbligo alla bilinguità” sia nel citato articolo 101, con l’eliminazione anche di un solo nome di luogo in italiano sarà anticostituzionale. Se ciò dovesse accadere la Destra sia a livello locale sia nazionale si attiverà immediatamente per ottenere il ricorso davanti alla Corte Costituzionale.
 Eriprando della Torre La Destra Alto Adige

SISTEMA SUDTIROLO
Tra Magnago e Berlusconi
scegliamo il Silvio sbagliato

La bipolare oligarchia ed il sogno di “Silvio”. Probabilmente accecato dal ventennale potere maggioritario, il presidente del Sudtirolo è pronto a comperare per mezzo miliardo di euro, parte delle rimanenti competenze, che garantirebbero al polo più potente di questa oligarchia un dominio pressoché assoluto, per cui il ruolo del prossimo presidente rimarrebbe o diverrebbe solamente più marginale o d’etichetta. Uno dei tanti potenziali esempi, sperando che il Governo sia conscio delle conseguenze, nel caso che a questa autonoma -con tendenze monopolistiche- Provincia, venisse ceduta pure la Rai?! Ci ritroveremo con un “informazione” oppure distorsione informativa degna dei piu noti regimi. Vorrei ricordare che la famiglia che domina un polo di quest’oligarchia è a testa del colosso mediatico nr.1 o meglio maggioritario in provincia e oltre alla carta stampata tramite una fiduciaria e con l’aiuto d’una agenzia pubblicitaria detiene pure il predominio sull’informazione radiofonica, che corrisponde al predominio di corrisposte pubbliche sovvenzioni. L’esistenza delle rimanenti fonti informative dipende e viene garantita dal pozzo “contributivo” provinciale (oltre 5000 mio. - annui), la cui distribuzione viene presieduta dal Presidente della Provincia.
Aggiungo che i membri della famiglia sopra citata erano senatori, parlamentari europei, mentre presiedono, dirigono oppure stanno nei cda di camera di commercio, Eos, banche.., insomma un pò dappertutto.
Così la bipolare oligarchia del Sudtirol si accinge a vivere il sogno di Silvio Berlusconi mentre noi cittadini speravamo che si avverasse il Sogno del Grande Silvius Magnago. Morale: sogniamo il sogno del Silvio sbagliato.
SantaKlaus SELVA GARDENA

IL 10 FEBBRAIO
Dobbiamo tutti onorare
le vittime delle Foibe

In pieno accordo con il coordinatore regionale di FLI Alessandro Urzì, richiedo, anche a Trento, di rinnovare lo spirito di partecipazione della comunità cittadina alla memoria delle vittime delle Foibe. Il prossimo 10 febbraio infatti verrà celebrato il ricordo commosso di quanti, Istriani, Dalmati e Giuliani, cittadini comuni, bambini, anziani, senza alcuna distinzione, per solo rancore di natura etnica, furono trucidati e gettati nelle grotte carsiche.
 La targa posta dalla città di Trento a memoria di questa triste quanto spesso dimenticata pagina della nostra storia nazionale, in via San Francesco d’Assisi, è infatti stata vittima di vandalismi che meritano anche una ferma condanna civile.
 Come cittadino di Trento e regionale, membro del coordinamento provinciale di Futuro e Libertà Le chiedo di provvedere affinché la stessa venga quanto prima ripulita e possa decorosamente onorare la memoria dei tanti Italiani travolti dalla pulizia etnica dei territori italiani al confine orientale.
 Oggi il nostro pensiero va alla riconciliazione affinché siano sempre la fratellanza dei popoli e la pace a guidare la nostra società nelle sfide anche odierne, dell’accoglienza e dell’integrazione tra diverse etnie.