03 febbraio 2012 —
pagina 29
sezione: Cronaca
CACCIATORI E NO
Non capisco perchè la gente
spari ancora agli uccelli
In questi giorni di freddo mi trovo spesso a passeggiare su di un ponte su di un fiume. E quando lattraverso,a piedi mi soffermo a vedere come sono ridotti gli alberi rimasti lungo le sponde. Dico pochi alberi perchè cè la criminale moda di abbattere tutto ciò che è vegetazione e che nasce lungo gli argini dei fiumi. Ma vedo anche cose che mi rallegrano e mi fanno riappacificare col mondo ossia i vari uccelli come cormorani,piccole anitre, garzette ed altri volatili che stanno in questo posto per cibarsi. Mi fermo a guardarli ma,immediatamente, mi viene alla mente che ci sono persone che vedendo qualcosa che vola e che ha le penne o piume, anziché gioire della visione,gli prende la bramosia di ucciderli.
Questi esseri crudeli e menefreghisti e che si vantano di essere ecologicamente impegnati nelle varie salvaguardie ambientali e che danno di fanatici agli ambientalisti veri,si chiamano cacciatori.Questi signori vorrebbero sparare tutto lanno e a tutto. Meno male che il codice penale ci salvaguarda un pò,altrimenti inventerebbero gli animali donne a fare da richiamo agli animali uomini onde mirare e sparare.
Rosy Violi
DISEGNI DI LEGGE
La Svp e la toponomastica
Una insistenza anti-statutaria
Dunque la Svp si appresta a mettere in discussione in consiglio provinciale la legge sulla Toponomastica. Legge che è attesa da ormai cinquantanni, a norma di Statuto serve esclusivamente per accertare lesistenza e approvare la dizione della toponomastica tedesca che secondo larticolo 101 dello Statuto deve essere usata nei riguardi della popolazione di lingua tedesca.
Qualsiasi attacco allo Statuto, sia nel suo articolo 8 (che concede la competenza alla provincia in materia di toponomastica ma solofermo restando lobbligo alla bilinguità sia nel citato articolo 101, con leliminazione anche di un solo nome di luogo in italiano sarà anticostituzionale. Se ciò dovesse accadere la Destra sia a livello locale sia nazionale si attiverà immediatamente per ottenere il ricorso davanti alla Corte Costituzionale.
Eriprando della Torre La Destra Alto Adige
SISTEMA SUDTIROLO
Tra Magnago e Berlusconi
scegliamo il Silvio sbagliato
La bipolare oligarchia ed il sogno di Silvio. Probabilmente accecato dal ventennale potere maggioritario, il presidente del Sudtirolo è pronto a comperare per mezzo miliardo di euro, parte delle rimanenti competenze, che garantirebbero al polo più potente di questa oligarchia un dominio pressoché assoluto, per cui il ruolo del prossimo presidente rimarrebbe o diverrebbe solamente più marginale o detichetta. Uno dei tanti potenziali esempi, sperando che il Governo sia conscio delle conseguenze, nel caso che a questa autonoma -con tendenze monopolistiche- Provincia, venisse ceduta pure la Rai?! Ci ritroveremo con un informazione oppure distorsione informativa degna dei piu noti regimi. Vorrei ricordare che la famiglia che domina un polo di questoligarchia è a testa del colosso mediatico nr.1 o meglio maggioritario in provincia e oltre alla carta stampata tramite una fiduciaria e con laiuto duna agenzia pubblicitaria detiene pure il predominio sullinformazione radiofonica, che corrisponde al predominio di corrisposte pubbliche sovvenzioni. Lesistenza delle rimanenti fonti informative dipende e viene garantita dal pozzo contributivo provinciale (oltre 5000 mio. - annui), la cui distribuzione viene presieduta dal Presidente della Provincia.
Aggiungo che i membri della famiglia sopra citata erano senatori, parlamentari europei, mentre presiedono, dirigono oppure stanno nei cda di camera di commercio, Eos, banche.., insomma un pò dappertutto.
Così la bipolare oligarchia del Sudtirol si accinge a vivere il sogno di Silvio Berlusconi mentre noi cittadini speravamo che si avverasse il Sogno del Grande Silvius Magnago. Morale: sogniamo il sogno del Silvio sbagliato.
SantaKlaus SELVA GARDENA
IL 10 FEBBRAIO
Dobbiamo tutti onorare
le vittime delle Foibe
In pieno accordo con il coordinatore regionale di FLI Alessandro Urzì, richiedo, anche a Trento, di rinnovare lo spirito di partecipazione della comunità cittadina alla memoria delle vittime delle Foibe. Il prossimo 10 febbraio infatti verrà celebrato il ricordo commosso di quanti, Istriani, Dalmati e Giuliani, cittadini comuni, bambini, anziani, senza alcuna distinzione, per solo rancore di natura etnica, furono trucidati e gettati nelle grotte carsiche.
La targa posta dalla città di Trento a memoria di questa triste quanto spesso dimenticata pagina della nostra storia nazionale, in via San Francesco dAssisi, è infatti stata vittima di vandalismi che meritano anche una ferma condanna civile.
Come cittadino di Trento e regionale, membro del coordinamento provinciale di Futuro e Libertà Le chiedo di provvedere affinché la stessa venga quanto prima ripulita e possa decorosamente onorare la memoria dei tanti Italiani travolti dalla pulizia etnica dei territori italiani al confine orientale.
Oggi il nostro pensiero va alla riconciliazione affinché siano sempre la fratellanza dei popoli e la pace a guidare la nostra società nelle sfide anche odierne, dellaccoglienza e dellintegrazione tra diverse etnie.