ROMA. Una squadra di professori che non trascura la componente cattolica e che, soprattutto, passerà alla storia istituzionale dellItalia per le sue tre donne alla guida di ministeri, Interno, Giustizia e Lavoro, che definire pesanti è poco.
Il governo messo a punto dal neo presidente del Consiglio Mario Monti è un esecutivo di tecnici che insieme al premier avranno larduo compito di traghettare il Paese fuori dalla crisi. Sedici i ministri (23 nel governo Berlusconi), 17 con Monti che prende linterim del ministero dellEconomia. Allex presidente dellAntitrust Antonio Catricalà (indicato come il vice di Gianni Letta, dunque vicino al Pdl) il ruolo di sottosegretario alla presidenza del Consiglio.
Le tre donne posizionate in ministeri chiave sono Anna Maria Cancellieri (Interno), Paola Severino (Giustizia), Elsa Fornero (Lavoro e politiche sociali). Sebbene le quote rosa rappresentino solo un sesto della squadra, è il ruolo che sono state chiamate a ricoprire in un esecutivo dagli equilibri così delicati la vera svolta. Commissario prefettizio straordinario a Parma e poi a Bologna, Anna Maria Cancellieri, 68 anni, romana, si è guadagnata sul campo il nome di lady di ferro e da Monti è stata scelta per guidare il Viminale. Paola Severino, nata a Napoli nel 1948, è uno dei più noti avvocati italiani ed è prorettore della Luiss: per lei un dicastero cruciale, quello della Giustizia. Elsa Fornero infine, torinese, anche lei classe48, è una grande esperta di lavoro: alla professoressa di Economia delluniversità di Torino, Monti ha affidato il Welfare (con delega alle Pari opportunità). Le indicazioni del professore bocconiano seguono una linea chiara: personalità indipendenti con esperienze e competenze specifiche a capo di ministeri di peso. Non casuale la scelta della Fornero per il dicastero del Lavoro: visto che è una delle maggiori esperte di previdenza in Italia e convinta sostenitrice dellopportunità di una riforma strutturale delle pensioni e della necessità di un intervento universale che elimini ogni privilegio.
Caratteristica del nuovo governo tecnico è la presenza dei prof. A cominciare dal premier Monti, prima rettore e poi presidente della Bocconi. Due i magnifici: Francesco Profumo (ministro dellUniversità e Istruzione) è rettore della Cattolica del Sacro Cuore e Lorenzo Ornaghi (ministro dei Beni culturali) del Politecnico di Torino. Professoressa della Luiss Guido Carli la già citata Severino; cattedratici anche Renato Balduzzi (ministro della Salute), Piero Giarda (ministro senza portafoglio ai Rapporti con il Parlamento), Andrea Riccardi e Fabrizio Barca (entrambi a capo dei ministeri senza portafoglio di Cooperazione internazionale e integrazione, e Coesione territoriale). Senza portafoglio anche i ministri Enzo Moavero Milanesi (Delega agli Afferi europei) e Piero Gnudi (Turismo e Sport). Nel resto della squadra di tecnici, lammiraglio Giampaolo Di Paola (Difesa), Corrado Passera (Sviluppo economico Infrastrutture e trasporti), Mario Catania (Agricoltura), Corrado Clini (Ambiente). Infine gli Esteri sono stati affidati a Giulio Terzi Di SantAgata, bergamasco, classe 1946, dal 2009 ambasciatore a Washington e prima in Israele.
Nella formazione dellesecutivo demergenza Monti è stato molto attento anche al mondo dei cattolici, dal quale anche lui proviene. Soddisfatti il Vaticano e la Cei che nella compagine di governo segnano la presenza del partito di Todi con Passera, Ornaghi e Riccardi (presidente della Comunità di SantEgidio): tutti intervenuti al seminario tenutosi nella cittadina umbra il 17 ottobre scorso in cui il cardinale Angelo Bagnasco ha chiesto un «nuovo governo forte sostenuto da tutti». Monti ha ascoltato le istanze di Todi.
Sul fronte provenienza ed età media, infine, 9 esponenti del nuovo governo, a cominciare dal premier, nato a Varese, sono del Nord, 2 sono napoletani e 5 sono romani; mentre letà media dellesecutivo è 63 anni. Il più giovane è Balduzzi (56 anni), il decano Giarda (75).
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Annalisa DAprile