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Urzì: è un passo verso la secessione

 BOLZANO. Un passo verso la secessione sostanziale. Alessandro Urzì, consigliere provinciale di Futuro e Libertà, è durissimo nel commentare la proposta di Thomas Widmann e dell’Svp del circondario di Bolzano. E per condannarle parte dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.
 Nuove competenze, le ultime che ancora mancano, in cambio di soldi. Che ne pensa? A Bolzano arriverebbero polizia locale, fisco e amministrazione della giustizia.
 
Penso che stanno parlando di secessione. Sostanziale, non ancora formale, ma pur sempre secessione. E su questo tema mi rifaccio alle parole inequivocabili del capo dello Stato che poche ore fa, parlando della Padania, ha condannato in modo netto ogni tendenza secessionistica e ha ribadito l’unità del quadro nazionale. Noi come italiani abbiamo foraggiato questa porzione di territorio nazionale, e di questa ricchezza se ne è avvalsa in particolare una parte di popolazione. Ora, dopo avere avuto i soldi da Roma, ci si vorrebbe staccare da Roma: paradossale.
 Perché la Svp torna su questo tema in questo momento?
 
La Volkspartei si è incattivita, si sta avvitando su interessi localistici ed è avulsa dal contesto più ampio, nazionale e internazionale. È un processo che dura da tempo. Ricordo che qualche anno fa l’onorevole Zeller propose la «secessione interna» (parole sue) che era più o meno lo stesso concetto espresso ora da Widmann: uno sganciamento sostanziale ancorché non formale dalla Repubblica, passaggio intermedio verso lo sganciamento definitivo. La Svp è ormai totalmente autoreferenziale, non ha più nessun riguardo per la minoranza italiana. L’autonomia andrebbe gestita nel rispetto di tutti e loro con ogni evidenza non lo fanno.
 Vede questo clima anche in consiglio provinciale?
 
Guardi, al momento in consiglio c’è un attacco della Volkspartei su tre fronti collegati tra loro: regolamento interno, toponomastica, legge elettorale. In questo modo vuole cancellare rispettivamente il dibattito in aula, il diritto all’identità della minoranza italiana e la rappresentanza politica. (m.r.)

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