29 gennaio 2011 —
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sezione:
Cronaca
BOLZANO. Futuro e libertà parla di «una Caporetto del Pdl altoatesino». «Bondi non aveva alcun bisogno di trattare con la Svp per ottenere in cambio la semplice astensione dei due deputati, se il suo interesse era solo quello di salvarsi il posto da ministro. Eppure lo ha fatto egualmente, ignorando tutti i livelli istituzionali e politici locali, ignorando il suo stesso partito locale e la comunità italiana di cui in altre occasioni il ministro si era detto volersi fare portavoce», sottolinea il consigliere provinciale, Alessandro Urzì. «Quindi i commentatori dallinterno del Pdl delle vicende interne al proprio stesso partito farebbero bene a porsi delle domande fondamentali sullaffidabilità della dirigenza nazionale a prescindere dal buon cuore e dalla onestà intellettuale di grande parte della militanza locale, che continuo a ritenere vittima della situazione e in alcuna misura complice, esclusi alcuni elementi che operano nel torbido mostrandosi integralisti a fasi alterne», ancora il leader di Fli. «Al concetto della svendita in ogni caso preferisco fare subentrare quello dellinettitudine, dellincapacità da parte di alcuni livelli nazionali del Pdl di comprendere l delicatezza delle condizioni sociali e politiche locali. Bondi si è comportato come un elefante in una cristalleria mandando allaria il difficile tentativo, in atto da anni, di trovare un fragile equilibrio fra le diverse esigenze. Ha al contrario dato ossigeno alle posizioni radicali ed antitaliane accogliendo di fatto la linea di Eva Klotz, più che della Svp», evidenzia Urzì. Poi, un attacco al Pdl. «Lonorevole Holzmann che per primo aveva accompagnato sotto braccio Bondi a Bolzano, quando ancora era solo coordinatore di Forza Italia, per indicargli i passi da intraprendere per ottimizzare i rapporti con la Svp, ora non può fare finta di non capire quale conseguenze avranno i passi intrapresi dal ministro. E non è ammissibile che si continui a fare il gioco della tre carte, a Bolzano alzando tardivamente e strumentalmente le barricate contro il ministro Bondi ed a Roma confermandogli la fiducia», spiega il consigliere provinciale di Fli, che poi conclude: il fatto che Bondi sia anche coordinatore del Pdl non può non fare riflettere e temere per il futuro. Lo stallo nei lavori della commissione Fitto-Durnwalder sotto la spada di Damocle del prossimo avvio dei lavori della commissione legislativa in consiglio provinciale pone una serie di pesanti interrogativi.
Per Alberto Bortolameolli, del comitato costituente di Fli, «la vergogna si è compiuta e sia Holzmann che Biancofiore non hanno voluto o potuto intervenire per bloccare il ministro Bondi». Per Bortolameolli «al Pdl non importa più nulla della comunità italiana in Alto Adige». Futuro e libertà sottolinea di volere intraprendere ogni azione istituzionale per bloccare laccordo Bondi-Svp.