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Futuro e libertà schiera i giovani e arruola Enrico Hell


 BOLZANO. Futuro e libertà si gioca la carta della scuola bilingue e arruola uno dei simboli della battaglia per l’immersione linguistica, Enrico Hell. A sorpresa l’ex presidente dell’associazione «Genitori per il bilinguismo» è uno degli aderenti alla costituente di Futuro e libertà. Passato per una candidatura al senato con la Lista Bonino nel 2001, Hell torna a fare politica nel movimento di Gianfranco Fini ed è uno degli esperti su cui il coordinatore regionale Alessandro Urzì punta per il lavoro su scuola e lingue.
 «L’ente pubblico deve sentire l’obbligo di mettere le scuole nelle condizioni di offrire agli studenti una formazione al plurilinguismo ed una conoscenza della seconda lingua che permettano di essere competitivi sul mercato del lavoro», sottolinea Urzì, anticipando il tema che sarà uno dei cardini del «Manifesto per l’Alto Adige» di Futuro e libertà.
 Sono ancora poche le adesioni di consiglieri comunali a Fli, ma Urzì lo dava per scontato. Così si punta, sottolinea, «sulle tante persone che si avvicinano senza avere mai fatto politica», o su ritorni come quello dell’ex capogruppo di An Alberto Bortolameolli, in pausa politica per quasi un decennio.
 Quelli di Fli sono galvanizzati. Antonio Bova, consigliere comunale a Bressanone, fa battute sul passato prossimo: «Si sentono fare discorsi un po’ diversi da quando ci trovavamo nella sede del Pdl». Urzì indica il giovane Davide Orfino, consigliere a Vipiteno, come uno simboli del movimento: «Mistilingue, anzi bilingue. Un gruppo dimenticato di cui la politica dovrà occuparsi». La scuola. Presentando Hell, Urzì sottolinea: «Ha portato avanti tante battaglie per l’immersione. Sì immersione, basta con questo tabù e con l’uso forzato della dicitura “insegnamento veicolare”».
 Tra le giovani leve anche Nicoletta Smarra, insegnante alla formazione professionale di Bressanone, Renata Mantoan, insegnante elementare a Bolzano, e Elena Da Molin, che ha portato la sua esperienza di bilingue: «Figlia di italiani, non mi è stato possibile iscrivermi alle scuole tedesche, però ho frequentato giurisprudenza in Austria. I nostri giovani si meritano una scuola che permetta di diventare bilingui senza percorsi a ostacoli».
 Lo slogan è: «Non basta affidarsi allo spontaneismo dei genitori e delle scuole». E’ vero che la legge provinciale ha istituzionalizzato la possibilità di avviare sezioni con insegnamento veicolare, ma le esperienze sono ancora poche ed Enrico Hell incalza: «Nelle scuole si stanno facendo esperienze importanti, ma la politica dovrebbe farsi carico fino in fondo di queste esperienze».
 Hell cita come esempio la Provincia di Trento: «Spingono molto per l’immersione sia con il tedesco che con l’inglese. Questo significa che per ogni esperienza che parte, la giunta provinciale garantisce la copertura finanziaria degli insegnanti necessari per tutto il corso di studi e viene data continuità fino alle medie».
 In Alto Adige l’insegnamento veicolare alle scuole medie è alle prime battute e, ricorda Hell, «anche alla Lub solo negli ultimissimi tempi si è iniziato a lavorare sulla formazione degli insegnanti di seconda lingua».
 Racconta Renata Mantoan: «Questo è uno dei motivi principali per cui molti insegnanti frenano sull’insegnamento veicolare, temono di non riuscire a gestire una esperienza per la quale non hanno ricevuto una formazione».
 Urzì ironizza sullo scetticismo di chi nel Pdl e non solo accusa proprio lui, il «falco» ex presidente di An, di proporsi come alfiere di un Alto Adige plurilingue: «Beati i falchi, che vedono più lontano». Bova aggiunge: «La difesa dell’identità del gruppo italiano la vediamo intrecciata con una idea di Alto Adige moderno, con una popolazione che parli tranquillamente italiano e tedesco, oltre che inglese. Difendiamo la scuola italiana nelle vallate chiedendo una spinta sull’immersione. Il polo di Brunico dimostra che scuole in crisi di iscritti diventano esperienze di successo, attrattive anche per le famiglie tedesche o mistilingui, grazie all’insegnamento veicolare». Una stoccata da Elena Artioli (Lega): «Speriamo che il lavoro di Urzì non resti una delle tante voci fuori dal coro, date le storiche posizioni di Urzì. In Provincia si può strillare ai quattro venti, ma chi tira le fila è sempre chi detiene la maggioranza in consiglio provinciale».
 

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- Francesca Gonzato