31 dicembre 2009 —
pagina 17
sezione: Cronaca
BOLZANO. Traffico, mancanza di servizi, schiamazzi, delinquenza e stranieri sono solo alcuni dei problemi di un quartiere amatissimo. Sembra quasi un ossimoro eppure la realtà di Don Bosco è proprio questa: una circoscrizione che, considerando Firmian e Casanova, è una e trina dove i residenti non lesinano le critiche, ma nemmeno gli attestati daffetto. Cè molto da fare, insomma, ma il capitale umano è di quelli importanti.
«Tranne i delinquenti e i ragazzini agitati direi che non possiamo certo lamentarci e la zona è delle migliori», lesordio di
Luciano Benacchio nei pressi di via Parma. «Io abito allincrocio con via Milano - interviene
Tania Favretto - e quella rotonda è una vera e propria gimkana di pericoli per i bambini che devono districarsi tra auto e bici. Non solo, è praticamente impossibile raggiungere la scuola Don Bosco con le due ruote perché non esistono piste ciclabili e i marciapiedi, quando non sono ostaggio della neve, sono pieni di escrementi di cani».
Elio Dal Checco da via Ortles pensa ai nuovi arrivati: «A Casanova sono privi di qualsiasi servizio con un unico supermercato piccolo. Dovrebbero fare di più mentre a Firmian la situazione è migliore».
Klaus Schroffenegger richiama, invece, ad un maggiore controllo: «Di notte sullasse via Sassari-via Milano alcune auto passano a velocità folli. I parcheggi in doppia fila si sprecano e i vigili li vedi solo in Centro. La pulizia della neve, infine, è stata veramente approssimativa». La coppia
Bellina Chieregato e
Silvano Berto, invece, va più cauta: «Il quartiere non è male, a parte qualche appartamento trascurato in modo evidente e il caos di un campetto da calcio che abbiamo sotto la finestra». Chi, invece, non usa mezzi termini è
Karen Ioppolo: «Gli extracomunitari sono tantissimi e dettano legge. La delinquenza è un problema importante e le forze dellordine non fanno altro che manifestare la propria impotenza». Salvatore sposta lattenzione sui parcheggi: «Lunico vero problema. Per il resto, direi tutto bene».
Entrando a Casanova, però, i marciapiedi si svuotano e il passaggio si fa molto meno caotico: «Ma io amo questa tranquillità - commenta
Giorgio Tranquillini - nonostante tutti si preoccupino che qui manca tutto. Non cè nulla di drammatico: i servizi sono comunque a pochi passi e il traffico è ancora sopportabile. Sono piuttosto curioso di vedere come evolverà la situazione con la consegna delle case Ipes». Stessa preoccupazione condivisa da
Doriana Piu, intercettata mentre è a spasso con i figli Simone e Alessio. «Per ora lintegrazione è molto buona, essendo in maggior parte giovani famiglie italiane e tedesche iscritte alle cooperative. Chiaro, però, che manca tutto: distretto socio-sanitario, centro civico, asilo, scuola, latteria di quartiere e un supermercato delle dimensioni di un Eurospar». Più agitata la situazione a Firmian dove in via Mozart un capannello di residenti discute proprio delle condizioni della zona. Portavoce si fanno
Andrea Denesi e
Michele Vardilli: «Chiedete al presidente di Circoscrizione che fine hanno fatto le promesse di tre anni fa? Di tutto il richiesto è arrivato solo un dosso di rallentamento per le macchine. La realtà dice di una zona disagiata dove il rapporto con gli stranieri è nullo, dove mancano servizi essenziali che ancora sono lontani. E come aver consegnato una casa senza bagno. Non solo, i parcheggi dei nostri condomini sono diventati il rimessaggio delle auto dei turisti diretti al Mercatino che non di rado si sono anche presi la briga di orinare nelle siepi. Chiediamo più considerazione».
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Alan Conti