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Un «Grazie!» così forte che dall’Abruzzo è giunto fino a Bolzano

 BOLZANO. Alla fiera ieri è stato il giorno della festa per i volontari e gli operatori della locale protezione civile, ben 700 tra effettivi e volontari, impegnati in Abruzzo da aprile a ottobre per aiutare la popolazione colpita dal terremoto. La festa, in onore di tutte le forze di intervento, è stata promossa dalla Protezione civile provinciale e a dire grazie sono giunti il presidente Luis Durnwalder, il vescovo Karl Golser e l’assessore Florian Mussner. Dopo la messa e i discorsi, la riconsegna del tabernacolo, restaurato in val Gardena, al parroco della chiesa del paesino di Sant’Elia, poi il pranzo tutti assieme.
 Dall’inizio di aprile, da subito dopo il terremoto, dall’Alto Adige sono partiti per l’Abruzzo operatori della Protezione civile, delle ripartizioni opere idrauliche, foreste e servizio strade, volontari dei vigili del fuoco, della Croce bianca e della Croce rossa, del soccorso alpino Cai e Avs, psicologi per l’emergenza e assistenti spirituali. Tutte persone che per sei mesi hanno gestito diverse tendopoli, sotto la direzione della Protezione civile provinciale e con gli importanti compiti di coordinamento svolti dagli operatori del Goer (Gruppo operatori emergenza radio), dai radioamatori dell’I-Linkpacket Radio (contatti tra luogo di intervento e Bolzano), senza scordare l’impegno delle dottoresse-clown di Medicus Comicus. I volontari altoatesini impegnati sono stati 560, gli operatori della Protezione civile (inclusi quelli della sanità e della scuola superiore Claudiana) 70, del Servizio strade 75. Complessivamente la presenza altoatesina in Abruzzo si è concretizzata in circa 7.000 giornate/uomo e 90.000 ore di lavoro.