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Alpe di Siusi, il nuovo super albergo


 BOLZANO. Con l’impegno a un taglio netto della cubatura e dei posti letto, la società Adler Hotel della famiglia Sanoner di Ortisei tenta l’ultima carta per realizzare il nuovo complesso alberghiero “Mezdì”, nella località omonima dell’Alpe di Siusi ai piedi del versante gardenese.
 Nel corso di una conferenza stampa ieri al Laurin, gli eredi della dinastia di albergatori (nata dall’“Hotel Adler” di Ortisei” con altre propaggini in Gardena e con l’Adler Terme Vignoni in Toscana) Andreas e Klaus affiancati dal progettista arch. Hugo Demetz, hanno presentato quella che dovrebbe essere la terza versione (ridotta e corretta) del progetto confidando nel sospirato consenso del Comune di Castelrotto: 9.499 metri cubi fuori terra, 11 mila interrati, ma c’è ancora qualche incertezza che è alla probabile origine delle ultime perplessità del Comune.
 Anche per questo non si sono spente le contestazioni: il comitato Pro Seiseralm si è infatti presentato davanti all’hotel con uno striscione inalberato dall’ex presidente del comitato Herbert Prinoth e da Michil Costa.
 La protesta va avanti fin dl 2001, da quando cioè la famiglia che nel frattempo ha creato la società “Adler spa Resort”, presentò il primo progetto, subito bollato come uno sfregio ambientale, anche per le dimensioni faraoniche, da realizzarsi previo abbattimento dell’ormai “antico” hotel Mezdì, sorto nel 1937, andato poi progressivamente in rovina fino all’abbandono totale a metà degli anni ’90 per fallimento. Aveva 50 camere e 100 posti letto. La famiglia Sanoner acquista il rudere nel 1997 per una cifra imprecisata, comunque qualche miliardo.
 Dopo vari ripensamenti opta per un complesso da 132 posti letto e 66 camere, in totale 17 mila metri. Concepito come una sorta di villaggetto doveva essere composto da un fabbricato principale semircirolare con stanze, ritrovi, e servizi attorniato da un complesso di 13 chalet più garage interrato. L’idea non passa, anche perché c’è di mezzo una pista. Nel 2006 viene ripresentato con la stessa concezione, ma ridotto e sfiora l’accoglimento se non fosse per il problema irrisolto della pista e dell’incrocio con la strada carrozzabile. Nel 2007 si profila l’exploit, grazie ad un accordo gli impiantisti: si ridisegna la pista, si sposta il complesso un po’ più a monte e si eliminano gli incroci prevedendo un tunnel di circa 200 metri.
 Quanto al complesso alberghiero vero e proprio, resta l’idea originaria, ma l’edificio semicircolare si riduce ad una decina di metri fuori terra nel corpo centrale, mentre le “braccia” emergono dal terreno con un piano e il tetto rinverdito; i posti letto scendono ulteriormente a 84 in 42 camere doppie distribuite fra corpo principale, che ospita le strutture di socializzazione, ritrovo e ristorante e 12 baite suite distribuite in tre agglomerati. Di fronte si erge un’altra “baita” che ospita il “Badehaus”, accessibile dal corpo centrale mediante passaggio coperto con piscine wellness e quant’altro.
 Il tutto costruito esclusivamente in legno, vetro e metallo, come casa clima e fregiato 5 stelle.
- Giancarlo Ansaloni