Caso Mattia, 2 indagati

BOLZANO.L'inchiesta sul dramma di Mattia Fiori, il giovane bolzanino in coma irreversibile da due anni a seguito di un blocco cardiaco provocato da uno shock anafilattico, si riapre. Il giudice delle indagini preliminari Isabella Martin ha respinto la richiesta di archiviazione avanzata dal Pm Donatella Marchesini e ha disposto che la Procura iscriva sul registro degli indagati due persone. Si tratta del centralinista e del capo turno in servizio alla centrale 118 di Bolzano il primo marzo 2007. L'ipotesi di reato contestata è lesioni personali gravi di carattere colposo. Secondo il giudice delle indagini preliminari, dunque, l'inchiesta non ha certo portato ad escludere responsabilità di carattere colposo nella gestione dell'emergenza che portò al dramma di Mattia Fiori.
La famiglia del giovane in coma si è ora affidata all'avvocato Alberto Valenti che ha curato con successo l'atto di opposizione davanti al giudice avverso la richiesta di archiviazione. In primo luogo la famiglia della vittima è riuscita a confutare, sotto il profilo medico legale, la tesi secondo la quale anche un intervento di soccorso tempestivo sul giovane Mattia non avrebbe evitato il dramma. Come si ricorderà Mattia Fiori era solo in casa quando venne colpito dallo shock anafilattico provocato dall'assunzione di un antibiotico. Il ragazzo riusci a telefonare al 118 ed a chiedere aiuto: fece presente che si sentiva soffocare e che stava molto male ma l'operatore della centrale di soccorso gesti forse con un pizzico superficialità l'emergenza non invitando il giovane ad aprire l'uscio di casa in maniera tale da favorire l'intervento pressochè immediato dei soccorritori. In effetti il primo equipaggio di soccorso raggiunse l'abitazione di Mattia Fiori in appena sette minuti dato che si trovava già in zona per un altro intervento. I sanitari però non riuscirono ad entrare in casa: il paziente non rispondeva al campanello in quanto già colpito dal blocco cardiaco. La necessità di organizzare l'apertura forzata della porta con l'arrivo di polizia e vigili del fuoco provocò una dilatazione notevole dei tempi. In effetti quando Mattia Fiori venne finalmente soccorso, di minuti ne erano passati ben 23. Una infinità per un cervello in sofferenza, senza ossigeno. In effetti Mattia Fiori non si risvegliò più. L'inchiesta ha però portato ad una novità rilevante. L'analisi delle registrazioni dimostrerebbe che Mattia Fiori perse addirittura conoscenza durante la telefonata. Gli operatori del 118 - secondo l'accusa - avrebbero dovuto inviare subito, assieme all'ambulanza, anche polizia e v igili del fuoco per l'apertura della porta. Mattia Fiori, infatti, aveva fatto in tempo a puntualizzare di essere solo in casa. (ma.be.)