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Firmian, ok alla scuola elementare


di Antonella Mattioli
 BOLZANO. Di rinvio in rinvio sono passati i mesi. Ieri l’ultimo con l’impegno però di convocare per oggi una giunta che dovrà individuare una nuova collocazione per la famiglia Gabrielli e consentire l’avvio dei lavori a Firmian per scuola elementare e biblioteca.
 Una decisione difficile, perché qualsiasi posto si scelga si rischia la sollevazione popolare. «Stavolta però - dice l’assessore Stefano Pagani - bisogna assolutamente decidere. Nella consapevolezza che sarà un trasloco provvisorio in attesa di creare una microarea, ma si deve fare per consentire l’avvio dei lavori del complesso che ospiterà scuola elementare e biblioteca nel nuovo quartiere Firmian».
 I Gabrielli, una ventina di persone tra adulti e bambini, si trovano attualmente proprio sul terreno destinato all’edificio.
 «Dobbiamo spostarli - spiega Pagani - dopo che nell’ultima giunta abbiamo approvato il progetto esecutivo dell’opera e il sistema di gara (costo 12 milioni di euro, ndr). Nel momento in cui si pubblica il bando, l’area deve essere libera».
 Tre le possibili soluzioni individuate per lo spostamento: il macello alla Vives, il maneggio e la giardineria comunale di via Rio Molini a Gries (è una traversa di via Vittorio Veneto). In tutti e tre i casi si tratta di aree di proprietà del Comune.
 La prima, presa in considerazione nei mesi scorsi quando il Tar bocciò la microarea di Firmian, il piazzale antistante il macello alla Vives (via Buozzi). Sembrava la collocazione che avrebbe dato meno problemi sotto il profilo delle proteste, ma poi ci sono stati i ripensamenti. Per una serie di ragioni, non ultimo il nome macello, “che - commenta il vicesindaco Oswald Ellecosta - da solo potrebbe sollevare critiche”.
 Decisamente migliore l’ipotesi maneggio: ha lo svantaggio di essere lontano, ma il vantaggio di essere immerso nel verde. La distanza dal centro cittadino però non lo mette al riparo dalle proteste. «Lì - spiega il vicesindaco - ci sono diversi contadini che non ne vogliono sapere. Del resto, ovunque si collochino queste strutture, ci sono problemi».
 Terza ipotesi: la giardineria comunale, nel cuore di Gries. Ci sono spazi liberi che potrebbero essere occupati, ma bisogna mettere in conto fin da ora la rivolta del quartiere. Tutto ciò spiega perché, nonostante sul tavolo vi siano tre possibilità, la scelta finora è sempre stata rinviata.
 «Di positivo c’è - assicura Pagani - che la sistemazione sarà provvisoria. La nuova legge provinciale ci consente di creare microaree per i nomadi. L’avevamo prevista a Firmian, ma non essendoci ancora lo strumento normativo, è stata bocciata dal Tar e questo ci sta costringendo ora ad una scelta di ripiego per consentire l’apertura del cantiere del nuovo complesso scolastico».