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Porno lezione in Università


 TRENTO. Un altro tabù è caduto ieri in Università: ore 17, primo piano della facoltà di Sociologia, dove una procace professoressa, per l’occasione detta Betty, ha preso posto dietro una cattedra ingombra di giocattoli sessuali variopinti e ha cominciato ad illustrarne l’uso di fronte a un pubblico interessato e divertito nell’ambito del festival Universinversi.
 Lungi dall’essere volgare (chiarimento utile per chi non c’era e potrebbe equivocare) si potrebbe dire che la lezione era scientifica (se non altro per quanto il tema è stato approfondito) sebbene ospitata, probabilmente per prudenza, nell’unica aula autogestita. La prof. era in realtà una delle donne che a Bologna si sono riunite nell’associazione Betty&Books, che oltre a questi giocattoli si dedica a libri e mostre d’arte in chiave femminile. Sarà forse un sollievo per il preside della facoltà leggere le cronache di questa lezione e poter dire che quelle mura autogestite erano fuori dal suo dominio. Resta il fatto che dal programma risulta che l’evento è stato finanziato dall’Università di Trento, dall’Opera universitaria e dalla Fondazione Cassa risparmio di Trento e Rovereto e patrocinato dal Comune di Trento: gli oppositori si scateneranno.
 Pubblico a maggioranza femminile, interessato a saperne di più su quegli oggetti misteriosi (mica poi tanto) studiati e realizzati per provocare piacere fisico. Lei, Betty, è stata chiara fin dall’inizio: «Siccome sappiamo tutti di cosa si parlerà, chi non è d’accordo è meglio esca subito». Nessuno se n’è andato. E allora via con la dimostrazione pratica di come vibra un vibratore, facendolo passare di mano in mano, tra il pubblico, con tante scuse ai maschi se il campionario era stato assortito in realtà pensando al femminile: «Ma guardate bene come sono fatti questi oggetti - ha detto Betty ai maschi - c’è molto da imparare».
 E là in fondo, come alle presentazioni domestiche dei detersivi o dei prodotti per la casa, c’era il banco degli acquisti: libri e strumenti per mettere in pratica la lezione.
 Gli allievi erano avvertiti: «Qui fra noi ci sono i giornalisti e i fotografi, siete tutti avvisati». Ma nessuno si è agitato. E via con le domande: come si usa? va bene per gli uomini e per le donne? è pericoloso? e via dicendo. Ai pericoli in agguato Betty ha dedicato un capitolo speciale della sua lezione, perché gli allievi non finiscano all’ospedale a farsi curare dai medici per le esagerazioni commesse in camera da letto: «E’ successo anche questo» ha spiegato, ma senza voler stupire. Strano evento davvero. Per spiegare questi oggetti, illustrati ieri con dovizia, ci viene in soccorso il manuale di istruzioni per l’uso distribuito ieri gratuitamente: «Ironici, sfatano miti, sfeticciano feticci, sono loro stessi possibili feticcie perché il mondo è sessuabile, tutto il bello della vita è la sperimentazione e nella sperimentazione sessuale c’è molta energia bella e rivoluzionaria». Chi vuole saperne di più non avrà che da collegarsi in rete dove troverà materiale in abbondanza.
 Ci sarà anche il video della lezione che è stata ripresa per intero e finirà prima o poi - c’è da giurarlo - su YouTube dove, con la complicità di Betty, davvero brava come presentatrice, finirà nella classifica dei filmini più cliccati.

A Rovereto sbarca una copia del Luna Rover
 A spasso in centro a Rovereto, ieri pomeriggio, il Luna rover, consegnato dall’industriale Mario Marangoni alla città. Il Luna, è la copia fedele - e l’unica funzionante - del rover che portò sulla Luna gli astronauti nelle missioni Apollo 15 del 1971, Apollo 16 e Apollo 17 del 1972.
- Andrea Selva