Alto Adige — 10 febbraio 2009
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sezione: PROVINCIA
MERANO. La macchina elettorale, che porterà il 19 aprile, alle nuove elezioni della consulta immigrati, si è messa in moto. Di qui alla fine di marzo le scadenze fissate dalla legge di succederanno a ritmo intenso. Il primo passo ufficiale nei prossimi giorni sarà lindizione di due assemblee pubbliche e di una festa per informare il maggior numero di cittadini stranieri sulla possibilità di partecipare in maniera attiva attraverso la consulta alla vita della città. Peter Enz, consigliere comunale Svp, è tra i promotori e sostenitori della prima ora della consulta dei cittadini stranieri, oltre che referente della giunta. Consigliere Peter Enz, nellultimo anno la consulta è passata attraverso varie vicissitudini al punto che qualcuno si chiede se sia veramente necessario e importante tenerla in vita. Lei cosa ne pensa? «La consulta per me è fondamentale. Purtroppo molti meranesi non hanno capito la sua importanza, e tra questi cittadini gli stessi immigrati. Questa consulta non ha lo scopo di creare vantaggi per gli stranieri rispetto ai locali, bensì di rendere più facile la convivenza e laccesso agli organismi comunali. I vantaggi maggiori a mio avviso dovrebbe trarli chi è nato in Alto Adige, la consulta deve essere occasione dincontro e non di isolamento, per creare momenti di pace e non di scontro. La consulta aiuta a creare integrazione reciproca e non assimilazione. Viviamo in una città turistica plurilingue e plurietnica». Se la consulta è importante, allora perchè in questa prima fase non ha funzionato nel modo giusto? «Io, come altri lavoro alla consulta dalla sua istituzione nella scorsa legislatura. Ho partecipato alla elaborazione del primo statuto, passo che ha consentito le prime elezioni. Mio obiettivo è sempre stato quello di far crescere tra i cittadini lidea che una consulta dei cittadini stranieri era importante. Purtroppo una volta eletta, la consulta è stata in parte scordata. I membri della consulta sono stati lasciati da soli nei loro rapporti con le istituzioni e non sono stati aiutati a comprendere gli scopi dellorganismi». Ma proprio per questo non erano stati eletti due referenti della giunta, uno dei quali è proprio lei? «Si è arrivati a questo in una seconda fase. Le cose sono migliorate quando sono stati chiariti i ruoli e le competenze dentro e fuori la consulta. Si è poi arrivati alla nomina dei due referenti che hanno il compito di fare da tramite tra giunta, amministrazione comunale e consulta. Purtroppo la nomina è arrivata con un metodo di elezione davvero infelice. Assieme a me è stata eletta una consigliere comunale di Unitalia, che alla fine anzichè impegnarsi per una collaborazione costruttiva ha lavorato per la cancellazione della consulta». Gli obiettivi della consulta forse per molti non sono ancora chiari. Quali sono in realtà? «Il compito principale della consulta è quello di favorire la integrazione dei cittadini stranieri con i residenti. Nei compiti istituzionali del Comune deve fungere la consulente e deve aiutare gli stranieri ad avere le stesse possibilità di accesso ai servizi offerti al residenti. Tra gli altri compiti cè anche quello di proporre iniziative dincontro per allontanare la sensazione di aver a che fare con lo straniero e per abbattere le barriere culturali, linguistiche e ogni forma di paura». Nonostante gli sforzi però la consulta non ha avuto vita facile. Come mai? «Poca informazione e soprattutto la sensazione diffusa che gli stranieri godano di più vantaggi rispetto ai residenti. Il secondo aspetto è completamente falso ma purtroppo alimentato da chi ha fatto degli stranieri in cavallo di battaglia politico». La scarsa informazione però non dipende dagli avversari politici ma dalla stessa amministrazione comunale, non crede... «Io mi appello ai cittadini, in particolare a coloro che hanno fatto lesperienza di trovarsi allestero senza conoscere la lingua e hanno avuto bisogno di recarsi in ospedale o presso le autorità locali. Proprio questa esperienza dovrebbe far capire quanto importante è avere un sostegno. Questa forma di vissuto dovrebbe aiutare il processo di integrazione. Lo stesso vale per le tradizioni. Solo conoscendole si possono capire. Al contrario si creano incomprensioni e ferite». Cosa accadrà il 19 aprile con le prossime elezione? «Sono convinto che troveremo sufficienti candidati e che arriveremo alle nuove elezioni con i rappresentanti dei vari continenti. Primo compito della nuova consulta sarà quello di conoscere i regolamenti e cercare di modificarli in modo tale da renderli funzionali. I risultati positivi arriveranno, ne sono certo».