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Film «hard» con i cani, incastrato dal Ris


 BOLZANO. Nove cortometraggi, della durata di cinque o sei minuti l’uno, ossia giusto il tempo di un rapporto fra ognuno dei cani coinvolti loro malgrado e «Stray-X», l’attrice porno inglese esperta del genere: il sesso zoofilo. I video si potevano acquistare sul web, saldando il conto tramite una carta di credito. A seconda dei gusti personali si poteva scaricare il video col labrador, o con il golden retriever o coi vari meticci. Costo: oltre venti euro a filmato. Naturalmente, tasche permettendo, si poteva anche acquistare l’intero pacchetto, ossia il film completo, intitolato «The Record». Girato, almeno secondo la procura della repubblica, in quel di Avigna.
 È quanto emerge dall’indagine a carico del bolzanino Christian Galeotti, condotta negli ultimi mesi dai carabinieri di San Genesio, in collaborazione con i colleghi del Noe di Trento e del Ris di Parma. A conclusione dell’attività investigativa, ora il titolare dell’“Allevamento dei grandi boschi” di Avigna, presso San Genesio, già chiuso un anno fa per maltrattamenti nei confronti degli animali custoditi, dovrà rispondere di una lunga serie di ipotesi di reato: si sarebbe reso responsabile di sevizie ai danni di una ventina di cani, di minacce e offese ad animalisti e veterinari provinciali che si erano esposti più volte in prima persona per denunciare i maltrattamenti, di tentata induzione alla prostituzione di una sua collaboratrice dogsitter, di favoreggiamento della prostituzione di una porno star e di maltrattamenti nei confronti dei nove cani utilizzati per girare le scene di sesso. Infine, in concorso con un cittadino dell’Est, Z.S., in almeno due occasioni Galeotti avrebbe importato illegalmente in Italia diversi cuccioli di labrador, tenendoli chiusi nel bagagliaio di una Volkswagen durante tutto il tragitto, dalla Romania fino ad Appiano. L’atto di conclusione delle indagini, coordinate dal sostituto procuratore Guido Rispoli, conta ben quattro pagine, fitte fitte: ipotesi di reato che fanno accapponare la pelle. Come precisa il maresciallo Bellini, comandante del Nucleo operativo ecologico di Trento, in realtà le indagini erano due, partite separatamente; ma poi le si è unite, perché conducevano entrambe alla stessa persona. «Dopo la chiusura dell’allevamento canino a San Genesio - spiega Bellini - da Trento era partita una seconda indagine, inizialmente per fatti che parevano assolutamente indipendenti e non riconducibili a Galeotti. Un allevatore trentino, infatti, aveva scovato sul web strani annunci: si ricercavano cani per girare film “particolari”. Solo poi abbiamo scoperto di quale genere cinematografico si trattasse. Di lì, con una serie di intercettazioni telefoniche e telematiche, siamo giunti al titolare dell’allevamento di San Genesio».
 Secondo gli inquirenti, nei primi mesi del 2006 Galeotti avrebbe messo a disposizione la sua abitazione di Avigna. Qui, un cameramen straniero avrebbe ripreso numerose scene di sesso zoofilo, con protagonista una nota porno star inglese, soprannominata Stray-X, immortalata mentre si accoppiava con nove diversi cani, procurati proprio dallo stesso Galeotti. Frutto del set cinematografico messo in piedi ad Avigna, sarebbero stati proprio i video poi venduti su un sito web del nord Europa. Di qui, le accuse di favoreggiamento della prostituzione e di maltrattamento dei cani, per «averli sottoposti a comportamenti insopportabili per le loro caratteristiche etologiche, in quanto faceva in modo che gli stessi avessero rapporti di natura sessuale cone la donna denominata Stray-X». Ma non è tutto. Il film sarebbe stato girato nei primi mesi del 2006. Un anno dopo, il Galeotti avrebbe ritentato di girare un video. Per farlo, gli serviva però un’altra attrice. Allo scopo avrebbe tentato di reclutare e indurre alla prostituzione una ragazza, all’epoca poco più che ventenne. «Le proponeva - spiega l’atto della Procura - di prendere parte, a fronte di un compenso pari a 2mila euro per 30 minuti di filmato, ad un film zoo-pornografico nel quale la stessa avrebbe dovuto avere rapporti sessuali con dei cani». Non era però riuscito nell’intento, per il secco rifiuto della vittima.
 Ma non è finita qui. Perché, esibendo un documento d’identità emesso dal comune di Torino, a nome di tal Massimo Gatto, nel dicembre 2007 «attivava e utilizzava un account di posta elettronica in un internet point di Bolzano, principalmente per inviare e ricevere e-mail volte a procurarsi cani di grossa taglia da utilizzare per la realizzazione di filmati zoo-pornografici». Infine, in concorso con Z. S., un cittadino est-europeo, in almeno due occasioni Galeotti e socio avrebbero «sottoposto diversi cuccioli di cane razza labrador a comportamenti insopportabili per le loro caratteristiche etologiche, in quanto, nell’importarli in Italia, li costringevano a stare, per il tragitto del trasporto dalla Romania all’Italia, all’interno del bagagliaio della Volkswagen Passat di proprietà e condotta da Z. S». I due episodi sarebbero avvenuti tra la fine di settembre e i primi di ottobre del 2008. Bagagliaio (per un migliaio di chilometri) a parte, il Galeotti avrebbe violato anche i regolamenti Ue, perché i cuccioli avevano meno di tre mesi, un’età nella quale l’importazione è considerata illegale.
- Davide Pasquali