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Stranieri al 15%, ma la Consulta non decolla

 MERANO. La popolazione di cittadini stranieri presenti in città galoppa verso il 15%, sempre più classi elementari sono a maggioranza di alunni extracomunitari, un corso alle alle superiori italiane è stato avviato grazie alla presenza di studenti figli di stranieri, per non parlare dell’assegnazione di alloggi Ipes o di contributi di assistenza. In questa città sempre più multietnica, dove dello «straniero» si parla solo occasionalmente, senza un dibattito organico, o nei casi peggiori, come della persona che toglie diritti agli autoctoni, siamo al paradosso che non si riesce a trovare il numero di candidati minimo per costituire la Consulta immigrati.
 L’ultimo atto ufficiale, per quanto riguarda la consulta dei cittadini stranieri, si è verificato l’altra sera in consiglio comunale. Loredana Vincenzi, rappresentante di Unitalia nonchè referente della giunta, assieme al collega Peter Enz, proprio per i rapporti con la Consulta, ha deciso di presentare le dimissioni dall’incarico.
 Un abbandono dell’incarico che è coinciso anche con il contemporaneo ritiro della mozione presentata a fine luglio con la quale si chiedeva di abolire proprio la Consulta.
 «Nonostante gli sforzi che il Comune ha fatto - ha dichiarato Vincenzi - la Consulta da sola ha dimostrato la sua inefficacia. Nonostante il rinvio, sono convinta che anche il tentativo in corso per il rinnovo fallirà a causa del disinteresse generale. Per questo motivo non ha senso che continui a portare avanti la mia battaglia».
 Il grave di tutta questa situazione è che, ancora una volta, anzichè affrontare il tema della presenza dell’immigrato in città, con tutti gli aspetti positivi e negativi che questo comporta, si preferisce mettere la testa sotto la sabbia, lasciando che “accada quel che accada”.
 Nel mondo della scuola il tema dell’insegnamento in presenza di bambini immigrati è all’apice. Ne sanno qualcosa gli insegnanti, alle prese ogni giorno con le difficoltà e con gli arricchimenti di esperienza che la convivenza in classe comporta. Ma intanto aumentano i genitori che, per evitare di inserire il proprio figlio in una classe a grande maggioranza di bambini stranieri, preferisce, ad esempio, l’iscrizione alla scuola di lingua tedesca.
 Esistono poi corsi di studio superiori che tra i ragazzi delle scuole medie già oggi vengono etichettati come «la scuola dello straniero» e quindi da evitare, magari a dispetto della bontà delle materie insegnate o del profilo offerto dal diploma.
 L’argomento si ripete nel mondo del sociale, con l’assegnazione di appartamenti Ipes o con le domande di integrazione del minimo vitale. Nel corso delle ultime assegnazioni di alloggi di edilizia agevolati, la percentuale di assegnatari stranieri è cresciuta notevolmente a tal punto da far pensare alla Provincia l’introduzione di norme di contingentamento.
 Al distretto sociale di via Roma i casi di assistenza a famiglie straniere cresce ancora ed a torto molte delle famiglie altoatesine escluse dalle agevolazioni reagiscono imputando la colpa della mancata concessione di contributi allo «straniero», quasi stesse diventando uno spauracchio.
 In questa situazione, poco evidente, ma strisciante, latente, a livello politico non si trova di meglio se non glissare sul tema che sia riferito alle problematiche legate agli stranieri e alla loro integrazione.
 La Consulta? Sì, esiste perchè si deve, perchè rende il Comune virtuoso. Altro conto è farla funzionare, iniziare ad attribuire un ruolo, dare voce a quel 10/15% di popolazione silenziosa. Cosa si può fare subito? Aprire un dibattito sul tema stranieri, e far funzionare la consulta, iniziando con la sua ricostituzione. Loredana Vincenzi, nei giorni scorsi ha dato le dimissioni da referente per la giunta. Dopo il fallimento dell’operazione nuove elezioni di dicembre, rinviata per mancanza di candidati, ora l’amministrazione comunale ci sta riprovando.
 Entro metà febbraio saranno indette alcune serate di dibattito pubblico, poi partiranno le lettere che il Comune invierà a tutti i cittadini stranieri residenti in città, informandoli del ruolo della Consulta e della ricerca di candidature.
 Obiettivo è quello di arrivare alle elezioni della nuova Consulta immigrati entro la fine del mese di aprile per creare questa volta un organismo attivo, partecipe e con un ruolo ponte tra la realtà di chi in questa terra è nato e di chi ci è arrivato per esigenza familiare o di lavoro.
(rog)

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