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«Mafalda», un asilo multilingue

 BOLZANO. Dentro i bambini e fuori i preconcetti degli adulti, la politica e le divisioni. Inaugurata ieri la nuova sede del Centro Interculturale per bambini “Mafalda” in via Cagliari 42: una stanza con terrazza dove tutti i giorni potranno ritrovarsi piccoli e famiglie di ogni lingua e provenienza per giocare, divertirsi e scambiare quattro chiacchiere. “Mafalda”, quindi, è un asilo del tutto particolare dove per entrare basta la tessera dell’Associazione “Donne Nissà”, che costa 15 euro e vale per un anno.
 Insomma, si entra senza dover sostenere alcun test linguistico. Bimbi italiani e tedeschi, così come marocchini e albanesi: tutti insieme per condividere un gioco o una merenda e, sostanzialmente, per divertirsi. Il progetto “Mafalda”, per la verità, è già attivo da 7 anni e coinvolge un centinaio di famiglie che prima erano costrette a recarsi nella sede centrale di “Donne Nissà” in via Cagliari 22. Ora invece l’asilo interculturale avrà uno spazio tutto suo dove accogliere i bambini, la mattina del lunedì e del venerdì e il pomeriggio gli altri giorni, e dove ad assistere alle attività dei più piccoli ci saranno la coordinatrice Valeria e l’educatrice Bardha.
 «Io sono argentina - spiega Valeria Vanni - e Bardha è albanese e nei nostri paesi abbiamo studiato pedagogia e lavorato già con i bambini. Mafalda è un punto di incontro interculturale importante dove noi cerchiamo di incoraggiare dialogo e gioco al di là di qualsiasi differenza, ma non è difficile perché i veri steccati mentali sono negli adulti e non nei piccoli. Abbiamo bambini che hanno cominciato a frequentare il centro che ancora erano piccoli e ora vogliono venire ancora a trovarci, nonostante il centro sia solo per i bambini in età prescolare da 1 a 6 anni».
 La convivenza quotidiana, quindi, è il modo migliore per facilitare una comprensione futura e facilitare i rapporti sociali. «Tra di loro non esistono italiani o tedeschi, oppure immigrati o stranieri: se si abituano da piccoli a convivere passo passo non c’è alcuna differenza», sottolinea la direttrice di “Donne Nissà” Cecilia Stefanelli. «Sono inoltre particolarmente felice che a seguire questi bambini ci siano due donne che hanno sì enormi competenze pedagogiche, ma anche un passato che le ha viste protagoniste nel cammino difficile verso l’integrazione e quindi perfettamente in grado di gestire queste situazioni con il massimo della serenità». Serenità e allegria, dunque, in gran quantità anche in occasione della festa di ieri pomeriggio, animata da due clown che hanno fatto ballare gli adulti e ridere i bambini. Tante anche le famiglie che hanno voluto partecipare a un vernissage del tutto particolare. «Qui possono fermarsi anche i genitori - spiega l’educatrice Bardha - ed è sicuramente una occasione per far incontrare realtà differenti in una zona che è tra le più interculturali di tutta la città. Noi da parte nostra ci mettiamo il massimo impegno per rendere serena l’atmosfera. Italiani, tedeschi, tunisini, marocchini, argentini, albanesi, svedesi: in quale altro asilo trovate una simile ricchezza di vita ed esperienze? Per chi è volontario come noi si tratta di una passione e di un sogno che si avvera ogni giorno sotto i nostri occhi». (a.c.)