Di lista in lista I navigatori della politica

BOLZANO. Si vota tra un mese e mezzo. Ma fino alla consegna dei simboli c'è ancora tempo per andare oltre le attuali 16 liste (erano 17 prima del ritiro di Benussi) che renderanno eccezionali queste elezioni provinciali. Un contributo alla moltiplicazione arriva dai «grandi navigatori», un gruppo di politici che prosegue la propria esplorazione, cambiando partito o inventandone di nuovi. Altro fenomeno di questa campagna: i partiti «espugnati».
Pd e Pdl ci provano in tutti i modi a conquistare gli elettori al voto utile («non disperdetevi nei piccoli partiti»). Fatto sta che la scheda del 26 ottobre sarà il solito lenzuolo a due piazze.
E se nei grandi partiti si litiga per le candidature, c'è chi evita il fastidio ritagliandosi una lista su misura. Gli esempi vanno da Eva Klotz, che ha elaborato da tempo la rottura con Andreas Pöder passando dall'Ufs alla Südtiroler Freiheit, a Luigi Cigolla che si è insediato all'Italia dei Valori.
E Giovanni Benussi: è presto per dire se resterà veramente fuori dalle provinciali. Da tre anni riserva continue novità. Figlio di un personaggio storico dell'Msi, l'architetto fa l'exploit alle comunali 2005, quando diventa sindaco con la Lista Benussi, sostenuta da An, Fi, Unitalia, Lega e Dc per le autonomie. Poi va come va, e nel 2006 è candidato al Senato della Casa delle libertà.
Si avvicinano le provinciali e Benussi rilancia il suo progetto territoriale, esplorando Pdl, centristi, poi si avvicina a Cigolla (con la sua Idv), infine si ferma alla Lega, ma non fa nemmeno in tempo a prendere la tessera, che arriva il tornado Atz. Esce e riprende in mano il simbolo «Lista Benussi», poi rinuncia e riceve le offerte di dialogo di Michaela Biancofiore (Fi).
Tra i candidati forti della Lega è stato presentato Paolo Bassani. Il medico è in consiglio come Lista Benussi ed è appena uscito dal direttivo del Pri (che lo ha congedato con un gelido comunicato in cui lo accusa di incoerenza: il partito aveva deciso di stare fuori dalle elezioni). Il curriculum di Bassani parte da lontano: assessore per i liberali della giunta Ferrari, si appassiona più tardi a Forza Italia e si candida un paio di volte, per ripresentarsi nel 2005 con la Lista Benussi.
Capolista della Lega sarà Elena Artioli. E' il suo primo cambio di partito, ma l'abbandono della Svp ha fatto notizia, perché fino a pochissimi giorni prima aveva sperato di essere ripescata nella lista (al posto di Pahl).
Luigi Cigolla ha passato una vita al centro (sinistra), per poi essere espulso dalla Margherita per avere appoggiato il centrodestra di Benussi alle comunali. Lo si ricorda potente Dc (segretario dell'assessore Balzarini), poi il percorso attraverso Popolari e Margherita. Rimasto senza partito, si è guardato intorno, puntando infine le sue carte su Di Pietro.
E' oscillato tra centrosinistra e centrodestra anche Sandro Repetto: Dc, Patto Segni, Forza Italia, Margherita, e ora Udc.
I mesi trascorsi a cavallo tra elezioni politiche e provinciali verranno quindi ricordati per le traversie vissute da alcuni partiti. Hanno navigato pacifici per anni, con fortune più o meno pronunciate, poi sono stati espugnati da «esterni», interessati a una nuova casa politica.
Si pensi alla Lega Nord. L'incolpevole Kurt Pancheri ha tenuto aperta bottega per anni (con pochi altri volontari), quando i militanti con fazzoletto verde non venivano presi in considerazione da nessuno. Quando il Carroccio ha deciso di lanciare l'assalto alle elezioni provinciali di Trento e Bolzano, Pancheri si è ritrovato in casa Roland Atz (seguito da Artioli e Bassani), che spingi spingi è riuscito a buttarlo fuori dal nido. Pancheri in realtà si è dimesso volontariamente dalla carica di segretario politico, ma ormai aveva capito che aria tirava.
Italia dei Valori. Lo scenario non cambia di molto. Partito con seguito modesto in Alto Adige, sembra attraversare a livello nazionale un momento glorioso nei sondaggi. E chi arriva? Cigolla. Qualcuno di Idv gli spalanca le porte, altri non gradiscono gli iniziali approcci con Giovanni Benussi e lasciano educatamente il posto.
Silvano Baratta è stato a lungo il politico più rappresentativo dell'Udc a Bolzano. Nei mesi precedenti le elezioni politiche è arrivato Sandro Repetto e con lui il suo gruppo dell'ex Margherita che non ha aderito al Pd (i cacciatori di voti Silvano Tiozzo e Francesco Gennaccaro su tutti). Baratta per un po' si è infuriato, poi ha cambiato strategia e si è fatto «risarcire» con il posto di assessore comunale. (fr.g.)