ARCHIVIO Alto Adige dal 2004

Dossier di 200 nomi per strade e piazze


 BOLZANO. Il dossier contiene poco meno di 200 nomi: sono uomini e donne che hanno fatto un pezzo di storia politica, cultura, sociale, sportiva sia a livello locale che internazionale. A loro, associazioni, movimenti, partiti, ma anche semplici cittadini, vorrebbero venissero intitolate strade, piazze, vicoli di Bolzano. Ieri l’elenco è stato consegnato ai consiglieri comunali cui spetta la scelta e la commissione cultura ha cominciato a discutere di metodo oltre che dei luoghi da intitolare.
 In altri posti, alla denominazione delle strade si dedica poco tempo, ma a Bolzano questo è un argomento motivo da sempre, e ancor più dopo il referendum su piazza della Vittoria, di forte tensione. Tanto che, dopo la clamorosa bocciatura di piazza della Pace, si decise che sui nomi si sarebbe cercato prima l’accordo tra maggioranza e opposizione. Accordo che non si è trovato l’estate scorsa quando scoppiò il finimondo sulla proposta di ricordare con una piazza o una strada Alex Langer, eurodeputato verde e leader dei movimenti pacifisti. La Svp puntò i piedi e non se ne fece nulla. Ma nell’elenco il nome di Langer c’è ancora: lo ha proposto nel 2002, poco dopo la tragica scomparsa, il Consorzio Trade center.
 Politici. Nell’elenco, oltre all’ex esponente verde, c’ è Valentino Pasqualin, parlamentare e sindaco democristiano, stroncato da un attacco cardiaco nel suo studio in Municipio. Una tragica fine che lo accomuna a Karl Erckert, esponente della Svp e primo presidente della Provincia, morto nel 1948 durante una seduta della giunta. L’intitolazione di una strada a Pasqualin la propone lo Iacc; quella ad Erckert, il presidente Durnwalder. Poi c’è Andrea Mascagni, che ha vissuto coltivando due passioni: la politica e la musica. È stato senatore del Pci e compositore. Il suo nome lo propone l’amico Lionello Bertoldi. Lo stesso che propone Luigi Emer, il partigiano «Avio». Mentre Franco Gaggia (Nuovo Psi) propone Bettino Craxi. Il gruppo consiliare di Forza Italia vorrebbe ricordare Armando Magnabosco, per anni consigliere provinciale.
 Sindacalisti. Il segretario della Uil Toni Serafini propone il nome di Guido Laconi, una vita passata nel sindacato.
 Piazza ex Fiera. Ci sono dieci proposte: si va da Bambini di Beslan a Novacella, Operai deportati a Mauthausen, Egidio Meneghetti (farmacologo), Gandhi, Eugenio Montale (poeta), Giuseppe Ungaretti (poeta), Albert Sabin (suo il vaccino per la poliomielite), Jonas Edwand Salk (scienziato), Vecchia Fiera.
 Sportivi. L’Aci propone i nomi di grandi piloti: da Enzo Ferrari a Jaques Villeneuve, Elio De Angelis, Ronnie Petrson, Henri Taivonen, Lorenzo Bandini, Attilio Bettega (rallista trentino). Il quartiere Don Bosco vorrebbe che il campo Coni fosse intitolato al professor Edoardo Eritale.
 Personaggi. Non un’associazione ma un cittadino propone l’intitolazione a Michael Nothdurfter, bolzanino, ucciso il 5 dicembre del 1990 a La Paz, in Bolivia. Prima di trasformarsi nel «Comandante Gonzalo», Michael aveva fatto la sua scelta di vita: voleva stare per sempre vicino ai poveri.
 Il Cineforum Bolzano punta su Luis Trenker, architetto, alpinista, regista, attore. Claudio Granata vorrebbe una strada dedicata a Mario Granata, medico-psichiatra, molto conosciuto a Bolzano. Mentre un’estimatrice del grande tenore propone il nome di Luciano Pavarotti.
 Associazioni. Il Gruppo Ana Bolzano centro chiedono che una via o una piazza ricordi gli Alpini. Mentre l’associazione nazionale mutilati e invalidi del lavoro vorrebbe un’intitolazione ai Caduti sul lavoro. L’opera nazionale per i caduti senza croce propone l’intitolazione ai Caduti senza Croce. L’Assoimprenditori vorrebbe una via dell’Economia. Restando nel campo il vicesindaco Pichler Rolle propone di intitolare una strada a Josef Staffler, proprietario tra le alter cose degli hotel Laurin e Grifone.
 Foibe. Nell’elenco c’è anche la delibera del 2001 con cui il consiglio comunale decise di intitolare una via ai Martiri delle foibe. La cosa è rimasta lettera morta per l’opposizione radicale della Volkspartei.
 Donne. Ignorate per anni, almeno a livello di proposta, le donne inserite nel dossier sono davvero tante: si va da Madre Teresa di Calcutta, proposta da An, ad Anna Frank a Maria Montessori, fondatrice dello scuola omonima, a Tina Modotti (fotografa), entrambe queste ultime proposte dal consigliere Guido Margheri. Poi c’è un lungo elenco presentato dalla commissione pari opportunità. Sono artiste, donne di cultura, partigiane.
- Antonella Mattioli