24 novembre 2007 —
pagina 13
sezione:
Cronaca
BOLZANO. Da ieri la posizione del rettore della Lub Rita Franceschini è un po più debole. Scade tra un anno il suo mandato, ma luniversità ha iniziato a muoversi verso leventuale rinnovo del suo incarico o ricerca di un successore. Si è riunito ieri il Consiglio delluniversità, lorganismo che avrà la parola finale sulla nomina. I consiglieri hanno deciso di sollecitare il parere al Senato accademico «a proposito delleventuale conferma dellattuale rettore». Formalmente il passaggio è ineccepibile. Ma i conoscitori di quel mondo lo leggono così: troppo debole il messaggio del Cdu, si delega la soluzione al Senato, sapendo che la rettrice potrebbe non avere voti a sufficienza. Tra i candidati alternativi ci sarebbe il ritorno di Johann Drumbl.
Da tempo è trapelata una certa insofferenza di un parte del mondo accademico verso la gestione del rettore. Ma il malumore di chi punta a non vedere rinnovato il mandato di Rita Franceschini si sta organizzando, è iniziata la conta silenziosa dei voti in Senato accademico tra i sostenitori della conferma del rettore e tra chi voterà contro.
Attualmente il gruppo più pesante dovrebbe essere il secondo, ma non è detto che entro il 5 dicembre, data del prossimo senato accademico, la situazione non venga ribaltata.
Una cordata interna potrebbe puntare su Johann Drumbl (Scienze della formazione). Sarebbe un ritorno. Drumbl è stato brevemente rettore dopo Alfred Steinherr ed è stato il concorrente diretto di Rita Franceschini nella gara internazionale conclusa con la nomina della rettrice. Drumbl: un collega ben conosciuto nei suoi pregi e difetti, perdipiù nominato nellanno delle provinciali: una soluzione di passaggio, non dirompente, che potrebbe mettere daccordo molti, dentro e fuori la Lub.
Con una parte dei docenti convinti che si debba cambiare, si capisce perché la decisione del Consiglio delluniversità venga riassunta brutalmente da un professore così: «Praticamente chiedono a noi di fare il boia».
Per arrivarci, la questione dei tempi è essenziale. Se si seguisse la strada di un nuovo rettore, il Cdu dovrebbe decidere se procedere con un bando di gara internazionale, come lultima volta, o se effettuare semplicemente una selezione (interna o esterna). Per la gara, i tempi sono già stretti. Da qui la decisione del Cdu di chiedere al Senato di esprimersi. Il silenzio dei docenti non era passato inosservato.
Ma come si è mosso il Cdu, dopo che in una delle ultime sedute la stessa rettrice avrebbe dichiarato la propria disponibilità a ricandidarsi? Il Cdu ha sollecitato il parere del Senato accademico, secondo quanto si legge nel comunicato ufficiale uscito ieri dalla Lub, con una formula neutra: «Sulla base di quanto chiaramente definito dallo Statuto, nella seduta odierna il Consiglio dellUniversità ha deciso di chiedere al Senato accademico un parere a proposito delleventuale conferma dellattuale rettore».
Gli specialisti del ramo avvertono: se il Cdu puntasse veramente alla conferma dellattuale rettore, avrebbe inviato un messaggio più chiaro. Così si dà carta bianca al Senato accademico. E vero infatti che il Cdu deciderà il nuovo rettore senza obbligo di restare vincolato al parere del Senato, ma già oggi trapela che difficilmente il consiglio deciderebbe una forzatura, contrapponendosi a presidi e professori.
In questa fase dunque, salvo sorprese, si starebbero saldando due realtà distinte: gli avversari del rettore nelle facoltà e i perplessi nel Consiglio delluniversità.