ARCHIVIO Alto Adige dal 2004

I meriti storici del Wwf


La vicenda dell’azzeramento dei contributi provinciali al Wwf Alto Adige non mi ha affatto stupito, prima o poi doveva succedere, ed il recente intervento di Mauro Fattor ne coglie con precisione l’aspetto politico. Questo è il prezzo che l’assessore/cacciatore - in quale altro angolo di mondo civile si verifica una cosa del genere? - ed il suo procacciatore di selvaggina vogliono far pagare all’unica voce di dissenso nel coro degli ubbidienti. Credo dunque sia tempo di scardinare uno dei miti sui quali si regge la vita associativa del Sudtirolo: la gestione dei contributi pubblici a fronte della presentazione di un programma di attività. Che non sia tutto da rifare, partendo dall’opinabilità delle valutazioni fatte dai funzionari sulle programmazioni presentate per giungere alla distribuzione spesso scandalosa dei fondi (quale dirigente obiettivo di associazione non ha qualcosa da eccepire al riguardo?). Un assessore all’ambiente che si rispetti non dovrebbe aver bisogno di programmi raffinati, e possibilmente vuoti, per sostenere un’associazione benemerita, la più grande al mondo, anche se si occupasse “solamente” della salvaguardia della natura. Ma c’è di più, il sostegno economico diventerebbe marginale allorquando l’ ente pubblico intervenisse fornendo supporti di altro genere come sedi, materiali, personale e soprattutto ascolto. Ma se proprio Laimer necessita di una programmazione seria gli basta entrare nel sito del Wwf Italia, o Austria, o meglio ancora di quello internazionale - se non lo ha fatto è sua mancanza - per constatare di persona cos’è un progetto globale di difesa dell’ambiente. La nostra attività si articola su 238 ecoregioni del pianeta (le Alpi sono una di queste) e si sviluppa in centinaia di azioni grandi e piccole tutte coordinate su sei temi guida: acque dolci, specie, foreste, mari e coste, clima, sostanze tossiche. Riguardo poi la caccia, pretesto scatenante la contesa, il ragionamento è molto semplice. La normativa venatoria della Provincia Autonoma di Bolzano è notevolmente arretrata nel giro di qualche anno, diventando la peggiore in campo nazionale, con pericolosi e arroganti precedenti quali l’apertura della caccia all’interno di un Parco Nazionale (Stelvio). Ma c’è di più, queste pessime misure si sono prestate e si prestano a sciagurati processi di imitazione da parte di altri enti locali, la Provincia di Trento in primis, con l’effetto di scatenare una vera e propria deregulation nel settore. In qualità di delegato della sezione Wwf Trentino Alto Adige presso il Wwf Italia di Roma, ho sollecitato con forza la componente altoatesina dell’associazione affinchè riprendesse i ricorsi contro le delibere in contrasto con le normative nazionali ed europee, coerentemente con quella che è una delle “ mission “ storiche del Wwf. La rappresaglia è scattata con violenza, anche in conseguenza dei primi paletti piazzati da magistratura e ministero dell’ ambiente nei confronti di una Giunta Provinciale colpita nella sua dilagante onnipotenza. Una sola considerazione ancora sull’aspetto faunistico della vicenda: è contraddittorio lamentarsi e prendere a pretesto la proliferazione di alcune specie quando si è fatto di tutto per distruggere l’habitat dei loro predatori (orso, lupo, lince, aquila) che in modo assolutamente naturale avrebbero potuto limitarne la numerica.
La costruzione indiscriminata di strade, parcheggi, impianti di risalita, piste da sci, impianti e bacini per l’innevamento artificiale, edifici in quota ed in generale un sovrasfruttamento colpevole di risorse e territorio ha estremamente ridotto la wilderness della nostra provincia. Una sola cosa è certa e mi consola: verrà il momento in cui il Sudtirolo dovrà adeguarsi al resto del mondo e non viceversa.
(*) Consigliere reg. WWF
- Claudio Ferrari (*)