23 aprile 2006 —
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sezione: Attualità
NAPOLI. Venti pagine documentate per portare in tribunale Silvio Berlusconi e Forza Italia. Chiedere conto di promesse elettorali non mantenute, impegni e incarichi disattesi. E un bel po di denaro, 140mila euro «anticipati e mai restituiti». Maurizio Cardano, di Portici (Napoli), 59enne fuoriuscito da Forza Italia ed ora funzionario della Regione Campania, ha preparato le carte con cura notarile. Il tribunale civile di Napoli ha raccolto la sua denuncia e convocato per il 2 maggio la prima udienza del processo.
Cardano porterà un fascicolo ricco di fatti e incontri riportati con puntualità storica e rinforzati dalla citazione di 14 tra senatori e deputati. Un atto di accusa contro il presidente del Consiglio uscente e 5 onorevoli di Forza Italia: Antonio Martusciello, Francesco Maione, Nicola Cosentino, Luigi Cesario, Fulvio Martusciello. «Nessun risentimento personale - taglia corto Cardano - ma per 6 anni, dal 99 al 2005, ho anticipato 140mila euro al movimento politico di Berlusconi, dietro impegni elettorali presi anche da lui in prima persona. Sono stati tutti bluff». Cardano è stato iscritto alla Dc per 30 anni, Tangentopoli lo inghiottì ma dai 4 processi che lo misero sul banco degli imputati è uscito sempre assolto con formula piena.
Nel 99 cede alle lusinghe di Forza Italia. E da allora, come Pollicino, segna scrupolosamente i fatti lungo il percorso. «Mi fu prospettata con insistenza ladesione al partito. Misi a disposizione denaro, persino un prestigioso appartamento di mia proprietà a Portici: divenne la sede locale di Forza Italia». Nel 2001 la doppia fregatura: «Il coordinatore campano del partito, Martusciello, mi chiese lanticipo di denaro per sostenere il fratello Fulvio alla Regione. E per le politiche Berlusconi riunì a Roma tutti i candidati: promise a tutti un importante incarico in caso di successo della Cdl. Mi chiesero soldi e impegno, non ho mai riavuto niente».
Ferruccio Fabrizio