Storie di bambini maltrattati


di Miriam Barbera
«Attenti al lupo cattivo. Riconoscere l'abuso e proteggere i bambini» è il nuovo libro scritto dagli psicologi Giuliana Franchini e Giuseppe Maiolo, edito per i tipi della Erickson. Presentato ieri davanti a un pubblico qualificato di operatori dei servizi sociali e magistrati in via Dante, presso la sede bolzanina dell'associazione il ‹Germoglio›, dove gli autori sono attivamente impegnati nella lotta per la difesa dei diritti dell'infanzia e adolescenza.
Il lupo cattivo potrebbe sembrare la solita vecchia storia di come violenze e maltrattamenti sui bambini siano sempre maledettamente attuali. Invece non è cosi. Lo chiarisce nell'introduzione don Fortunato Di Noto, il prete antipedofilo, fondatore di telefono Arcobaleno, da anni in prima linea sul fronte della denuncia di quel genere di abusi. ‹In effetti il lupo non c'entra niente›, scrive il sacerdote. Nelle pagine successive del libro viene infatti fuori il volto familiare degli aggressori, ritratti in due anni e mezzo di attività in Alto Adige dal call center Pollicino, linea telefonica (0471/ 32 3669) abilitata alla denuncia da parte degli operatori sociali della terribile piaga. Quattordici i casi di violenze su minori emersi nella nostra provincia tra il 2004 e il 2005, segnalati da Pollicino alla magistratura. Il doppio rispetto ai numeri della statistica elaborata su scala nazionale dal Centro Bambini maltrattati di Milano.
Troppe storie di persone vicine, come quella di Anna. Di genitori che faticano ad essere tali e sfogano la propria inadeguatezza in comode prove di forza.
‹Anna aveva una bimba di tre anni che adorava: Roberta. Eppure a volte si sentiva provocata da quello scricciolo biondo che le assomigliava tanto. I capricci, diceva. I capricci non li sopportava, non riusciva a tollerarli. Non sapeva come arginare le continue richieste di sua figlia, le sue continue sfide. Qualche volta le era capitato che una furia intensa si impadronisse di lei e si trovasse a usare la forza per scoraggiare la bambina. La cinghia non l'aveva mai usata. Quella no, non poteva. Ma un giorno la prese a calci e morsi. La umiliò con le parole più turpi, la puni con severità. Si accorse solo dopo di cosa aveva fatto e chiese aiuto›.
Anna è una mamma altoatesina - racconta Maiolo - come i protagonisti delle altre 13 storie vere.
‹I 14 casi che abbiamo segnalato riguardano maltrattamenti fisici e psicologici su minori - specifica Giuliana Franchini -. Svilimento psicologico, botte, bruciature di sigarette, cappelli strappati alla radice, forte compressione toracica di neonati, fatta per farli smettere di piangere. Tantissima trascuratezza. Bambini che saltano sempre la colazione, che non vengono alimentati adeguatamente, che non vengono curati. Soprattutto bimbi in età da scuole materne, principalmente provenienti da famiglie italiane e tedesche, residenti prevalentemente in periferia. Per questo, contestualmente alla pubblicazione del libro abbiamo lavorato a un progetto di 4 equipe operative da insediare presso le Asl, in grado di prendersi in carico i minori vittime di abusi. E il telefono Pollicino da ora in poi sarà disponibile non solo per gli operatori di settore, ma per quei genitori che vorranno chiedere aiuto, trovando uno specialista dal lunedi al venerdi dalle 10 alle 12 e dal lunedi al giovedi dalle 15 alle 17›.