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Ispezioni dei Nas all’ospedale di Belluno

 BELLUNO. I carabinieri dei Nas passano ai raggi X la libera professione medica e l’uso delle tecnologie ospedaliere in orario di servizio: nel reparto di radiologia del San Martino la procura ha spedito i carabinieri per vederci chiaro dopo la denuncia presentata da un avvocato. Già lunedì i carabinieri hanno effettuato una prima ispezione (una seconda nei prossimi giorni). I sospetti sarebbero caduti sull’uso delle apparecchiature per le risonanze magnetiche. Un’indagine tutta bellunese quella che sta coinvolgendo la radiologia, nata da una denuncia particolare e che ha spinto i Nas a verificare numero esami consentiti, orari in cui sono possibili, medici autorizzati e non alla libera professione. In generale il problema dell’«intramoenia» è ormai noto: lo svolgimento della libera professione medica fra le mura ospedaliere è concessa dalla legge (che chiede ai medici di scegliere), ma prevede una distinzione netta (con orari prestabiliti fuori dalle ore di reparto), tra servizio pubblico vero e proprio e libera professione individuale. Recentemente il problema è stato sollevato a livello veneto, per una mancanza di controlli.

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