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Referendum, 91% contrari alla cabinovia


 ULTIMO. Un risultato che ha del clamoroso: il 91% della gente della Val d’Ultimo è contraria alla realizzazione del progetto di collegare con una cabinovia il fondovalle al comprensorio sciistico della Schwemmalm. Il responso delle urne al termine di una giornata che gli oppositori all’impianto hanno vissuto col fiato sospeso fino al raggiungimento del quorum. Una vittoria, per loro, vissuta come una grande lezione di democrazia, contro la campagna per l’astensionismo delle categorie economiche.
Comunque sia, ha vinto la democrazia. Nonostante il clima teso, le pressioni denunciate dagli oppositori alla nuva realizzazione, e le e-mail pirata fatte circolare per surriscaldare gli animi. Ha vinto la volontà di rendere il cittadino protagonista delle grandi scelte che possono cambiare il volto dell’ambiente. Un esempio che altrove non sfiora le menti di amministratori alle prese con decisioni ancor più determinanti.
 Pressioni e intimidazioni non hanno ottenuto l’effetto paventato a mezzogiorno, quando con una percentuale di votanti ferma al 20%, il reggiungimento del quorum sembrava quasi impossibile. I valligiani, si sa, sono soliti recarsi al voto di prima mattina. Ma nel pomeriggio è accaduto il miracolo, e al rilevamento delle 18 la percentuale era salita al 42%. Per chiudere alle 21 col 51,7% (1.310 votanti su 2534 aventi diritto, 42 voti oltre il quorum).
 Velocissime le operazioni di spoglio e alle 22.30 erano già noti i risultati: 91% contrari e 7% a favore della realizzazione della cabinovia. Dati ufficiosi, ben s’intende, ma i successivi controlli non potranno di certo ribaltare il responso delle urne.
 Insomma, gli abitanti della Val d’Ultimo si sono espressi a larga maggioranza contro il nuovo impianto. Si tratta comunque di un referendum puramente consultivo, ma il sapere che il 91% della popolazione non vuole la nuova cabinovia che dovrebbe collegare la frazione di Pracupola al comprensorio sciistico della Schwemmalm, non è cosa da poco. Gli amministratori sono ora chiamati a tenerne conto, pena disastrose ripercussioni alle prossime elezioni comunali.

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